Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Tag: silvio berlusconi

Vai all’inferno

«Uno dei numerosi svantaggi dell’essere al Congresso, è che mi tocca ricevere delle lettere da un somaro come voi, che scrive che ho promesso di rimboschire le montagne della Sierra Madre e che nonostante io sia al Congresso già da due mesi, non l’ho ancora fatto. Vi dispiacerebbe prendere la rincorsa e andarvene all’inferno?»

[Il deputato John S. McGroarty risponde per iscritto a un elettore, 1934. Citato di J. F. Kennedy, “Ritratti del coraggio” (ed or. 1955), Roma, Alberto Gaffi Editore 2008, p. 9, via Old Tom; contestualizziamo]

Ventennio

Oggi su la Repubblica cartacea vi consiglio di leggere un articolo attuale, eppure di grandi orizzonti storici. Mi è difficile individuare il tema, ma direi che si tratta di noi italiani e della nostra democrazia. Qui lo trovate in pdf.

I coprofili del Caimano

Ho smesso di leggere il blog di Alessandro Gilioli qualche tempo fa. E’ uno dei blog più letti d’Italia e probabilmente per una buona ragione, ma io trovo che – come Repubblica – si sia lasciato imprigionare dalla sindrome di Stoccolma verso Berlusconi e il berlusconismo. Bisogna riuscire a parlar d’altro per andare oltre due decenni di macelleria sociale.

Ma comunque. Oggi moltissimi miei contatti condividevano un post di Gilioli. Alla fine lo ho letto e adesso lo condivido anche io.

Alessandra Galli, la presidente della Corte d’appello che ieri ha condannato Berlusconi, era una mia compagna di scuola, al Berchet di Milano, più di trent’anni fa. L’ultima volta che l’ho vista era in lacrime, poco dopo l’omicidio di suo papà. Era l’anno della mia maturità, lei si era diplomata l’anno prima e faceva già Giurisprudenza, alla Statale: dove appunto uccisero suo padre. Leggi tutto.

Very well

My visit in the UK comes at a very good moment, when Italy’s reputation abroad is at one of its highest peaks.

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E’ inutile. Ma ci possiamo provare

A tutti i dipendenti della Green Power, inclusa la signora Angela Bruno, regalerei un libro: Stoner, di John Williams, edito da Fazi. È un piccolo capolavoro, che ha ottenuto un successo di nicchia con il passaparola. Ma è, anche, una lezione di vita utile a reagire come si deve (e non come si può) nei momenti decisivi, per non essere poi tormentati dall’esprit de l’escalier, che ti fa dire la cosa giusta a distanza di ore o giorni (come è accaduto).
Che cosa c’entra un romanzo americano scritto nel 1965 con la vicenda di una lavoratrice messa in imbarazzo da un candidato premier durante la campagna elettorale del 2013? C’entra, eccome. William Stoner, il personaggio che dà il titolo al libro, è un uomo comune, assolutamente e desolatamente comune. Come riassume nella postfazione Peter Cameron: «non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri dal piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, è infelicemente sposato, ha sporadici contatti con l’amata figlia, per i suoi genitori è un estraneo, ha soltanto due amici, uno dei quali è morto in gioventù». Inoltre: allo scoppio della guerra Stoner decide di non arruolarsi e di continuare la sua blanda carriera universitaria. Non perché sia un vigliacco, anzi. È che la pensa come il suo mentore: «Una guerra non solo uccide centinaia di migliaia di giovani, uccide anche qualcosa dentro le persone, qualcosa che non si può più recuperare». Che non sia un vile lo si capisce più avanti, quando deve affrontare una prova morale ad personam. Fa parte di una commissione a cui tocca il compito di valutare l’idoneità all’insegnamento di un giovane ricercatore.

Continua a leggere in pdf sulla rassegna stampa del Ministero dell’Istruzione.

They are not all the same

I am translating in English part of a post written by Luca on QT. The original post reads like this.

Basta con il vecchio, stucchevole adagio.
Non sono tutti uguali.
O meglio: a pensarci bene, sono simili al vecchio proprio quelli che strillano al nuovo.
Berlusconi e Grillo sono accomunati dal populismo, dalla tendenza a sottrarsi al confronto (per poter buttare sul piatto, dalla debita distanza, tutto ciò che pare loro, senza alcun contraddittorio), dal culto della personalità, dal disprezzo per l’avversario, dall’afflato rivoluzionario — fasullo — utilizzato furbescamente per ottenere consenso (prevalentemente tra gente poco informata, quando non in mala fede) e quindi potere.

Enough with the old, cloying adage.
They are not all the same.
Or rather, to think of it, those who invoke the new are exactly those that are most attached to the old.
Berlusconi and Grillo are united by populism, the tendency to avoid debates (to be able to throw on the plate, from the distance, everything they want to throw, without any contradictory), the cult of personality, the contempt for the opponents, the – fake – revolutionary cunningly used to obtain consent (mainly among people uninformed, when not in bad faith) and ultimately the power.

Italian elections 2013

The next weekend there is going to be a long awaited political election in Italy. With six days to voting day, here’s what I think will happen.

The centre-left coalition led by Pier Luigi Bersani’s Partito Democratico will win a majority in both the chambers of the house, probably with a larger margin in the lower house. The centre-right coalition led by Silvio Berlusconi’s Freedom’s People Party will get between 20 and 25% of the votes. Giuseppe Grillo will get more than 15% of the votes, perhaps even 20%. Mario Monti will get about 15%, probably less. The other parties and coalitions seriously risk not hitting the 4% threshold required to enter parliament.

Three traditionally right-wing regions are crucial for the final victory: they are Veneto, Sicily and Lombardia. I expect the centre-left to win in two of these three regions, although by a very narrow margin.

However, there will very little to celebrate. Due to the extreme fragmentation of the political system and to a terrible voting system, the centre-left victory will be extremely fragile. To be allowed to govern, sooner or later the left-wing will have to rely on Monti’s support. This is a good thing, in my opinion. Personally, I hope that Monti could bring a very positive contribution to limit the contractual power of the most radical part of the centre-left coalition, that is represented by old-school communists as Nicola Vendola and Stefano Fassina. These are great politicians when it comes to the rhetoric, but terrible leaders when it comes to public policy-making.

I am also extremely worried by Giuseppe Grillo and his supporters. This movement is riding a violent, populistic and antagonistic campaign and it is very hard to imagine how it can bring a positive contribution to the next parliament.

Finally, I have grown indifferent to the people that will vote – once again – for Silvio Berlusconi’s coalition. I have come to the conclusion that these voters are either ignorant (they are not informed on the actual facts and figures), stupid (they get fascinated by false and misleading narratives), or selfish (they believe in heavy tax cuts, which by the way were promised by Berlusconi in 1994, 2001, 2008, and never delivered). Even more likely, they are a combination of the three.

Così, tanto per dire

Quello sotto invece non ci é mai andato, ed era colpevole.

Berlusconi-carcere

Maoism

beluscmao

Definizioni

demagogìa s. f. [dal gr. δημαγωγία; v. demagogo]. – In origine, genericam., arte di guidare il popolo; in seguito (già presso gli antichi Greci), la pratica politica tendente a ottenere il consenso delle masse lusingando le loro aspirazioni, spec. economiche, con promesse difficilmente realizzabili: fare della d.; discorsi che sono pura d.; rifuggire da ogni forma di demagogia. Anche, il regime politico basato su tale metodo, che rappresenta la forma corrotta della democrazia o una simulazione di questa.