Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Tag: sport

Olimpiadi e piccole nazioni

Sull’homepage di Unimondo oggi trovate il mio articolo su Olimpiadi e piccole nazioni.

Quella delle Olimpiadi è una storia di dialogo internazionale, ma anche di rivalità nazionali. La tensione tra nazionalismo e internazionalismo ha sempre caratterizzato di questo evento: nonostante il motto non ufficiale delle Olimpiadi sia “lo sport e la politica devono restare separati”, sbaglia chi ritiene che la politica rimanga davvero lontana dalle piste d’atletica, dalle piscine, dai campi di calcio e di basket. Le Olimpiadi sono, prima di tutto, un evento che riflette e produce i mutamenti del sistema internazionale. Parafrasando Von Klausewitz, nel suo poco conosciuto essay The Sporting Spirit George Orwell scrisse che “le Olimpiadi sono praticamente una guerra senza sparare”. Un recente libro intitolato Giochi di Potere dimostra che vittorie, sconfitte e record sono inevitabilmente intrecciate con diplomazia, propaganda e boicottaggi.

Los Angeles Kings

The LA Kings won the Stanley Cup 2011/2012. They are (were) considered a fairly bad team: they never won the Stanley Cup before and always ranked very low in the tournament. Even in this season at the end of the regular season they ranked only 8th in the Western Conference, that is the worst possible position to qualify for the play-offs. They succeeded to the finals mainly thanks to the incredible performance of the goalie Jonathan Quick, who won the Conn Smythe Trophy as best player of the tournament.

In a year when Canadian teams were really bad (the Vancouver Canucks, supported by virtually all my friends back in Canada, were kicked off in the first round of the play-offs by the LA Kings themselves after finishing 1st in the regular season), it is a city that is usually known for surf and basketball that eventually dominates. LA can get another important sport victory this summer if either the Dodgers or the Angels manage to win the MLB, the Major League Baseball.

American hockey remains a weird sport which I can not fully understand. You can play perfectly for the whole year during the regular season and then you have bad luck in the play-offs and you’re out. Furthermore, there is no continuity year after year and total uncertainty seems to reign. Perhaps this is what makes this sport so cool.

Alternative sports

An intense weekend for sports.

Saturday, on Alice’s advice, I went to Brentonico (BrenTonic, like GinTonic) for the Italian championship of Cheese Rolling. That is serious stuff (“Non ha ancora vinto, per carità, dobbiamo vedere il fotofinish, dobbiamo vedere le nostre telecamere, dobbiamo vedere tutti i nostri minchia di gingilli tecnologici, però…”). All those who did not even want to come are just loosers.I did not participate, but I will be there for the 2013 editions.

As a matter of fact, I began my training already. On Sunday I went to the Squash Volleyball tournament in San Donà. Credits to David for the organization. We lost all our four matches, but 1. We were good, though, surely handsome to watch.

 

Campioni

I campioni dello sport sono considerate persone straordinarie, che dovrebbero ispirare e fornire un esempio. Sono tali non sono per quello che fanno nella loro disciplina, ma anche per il modo in cui vivono la loro vita e per come si presentano al pubblico. Molti di loro fanno discutere. Non si tratta quasi mai di personaggi lineari, ma di personalità complesse e con tanti difetti. E’ sempre stato così (Maradona, Pantani, Best, Bartali, Jordan, Villeneuve), ma mi pare di capire che oggi alcune caratteristiche diseducative che trascendono i meriti sportivi e si riferiscono all’atteggiamento del campione siano esaltate, causa probabilmente di una infanzia inesistente (oggi molti campioni hanno meno di 20 anni) e di una enorme sovraesposizione mediatica. Ecco che quello che dovrebbe essere un campione diventa, per quanto mi riguarda, un personaggio assolutamente negativo, diseducativo, antipatico, immaturo. Questo é il mio elenco provvisorio.

1. Zlatan Ibrahimovic: il peggiore di tutti. Nella società sarebbe considerato un delinquente se non facesse il lavoro che fa. Antipatico, violento e senza nessuna fedeltà. Un ottimo esempio di anti-sportivita.

2. Federica Pellegrini: viziata e presuntuosa.

3. Marcello Lippi: allenatore sgarbato e arrogante, innamorato di se stesso e di quel principio mafioso che o sei un amico o sei uno sbirro.

Due personaggi antipaticissimi, ma su cui sospendo il giudizio sono Lance Armstrong e Mourinho.

Ovviamente la stampa – per via della sindrome di Stoccolma da cui tutti i media, ma soprattutto quelli italiani, sono gravemente affetti – si trova spesso in un rapporto empatico, se non addirittura di esaltazione, per questi personaggi umanamente mediocri.

Sono gradite segnalazioni nei commenti.