Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Tag: twitter

Thanks, in five words

Studying in Italian you learn to prepare long and complicated speeches, which are indeed very musical and beautiful and full of rhetoric, but often fall short of brevity.

Since the moment I seriously started studying in English I began appreciating synthesis as a precious gift. No wonder synthesis is one of the key talents of contemporary world, and many successful ideas are built on it – that TED speeches and twitter, for instance. Of course, extreme synthesis has its own pitfalls, as it may lead to schizophrenia and superficiality. If used well, however, it makes better, more efficient, clearer speeches.After all, you do not need plenty of space to say something and we do, in fact, remember more clearly simple and short messages rather than long and complicated communications.

Take the Webby Awards, which honor the best of the Internet and introduced as its most satisfying tradition the brevity of its acceptance speeches, which are strictly limited to five words.

Tweetdeck

Several EU officers have been into Twitter, blogs, Facebook and other social media platforms for quite some time now. Herman van Rompuy’s Twitter feed is increasingly a better way to get council documents than a 3 am rendezvous during the lull at summits. More and more official interactions take place on Twitter. This revolution began a few years ago, but it is now becoming massive since more and more people got to use the iPad and similar devices.

E’ davvero quello che vogliamo?

Ci sono tantissime cose che si possono dire sul M5S. Io sono affascinato, come molte altre persone, da questa novità e dalla straordinaria leggerezza con cui gli eletti del M5S si stanno muovendo per i palazzi della politica romana. Credo che nessuno possa negare che si tratti di uno scossone alla politica italiana. Se sarà per il meglio, questo lo dirà il tempo. Io ne dubito.

Qui comunque non vorrei parlare dei meriti o demeriti politici degli eletti M5S. Ci sarebbero tante cose da dire, ma altre persone più competenti di me lo stanno già facendo. Vorrei invece fare una riflessione su un aspetto collaterale, ovvero l’utilizzo di internet da parte degli eletti M5S. Mi sembra uno spunto importante, perché per anni molte persone – persone capaci e innovatrici – hanno sognato che internet potesse diventare uno strumento di democrazia. In molti pensiamo ancora che internet possa essere un mezzo utile e straordinariamente positivo.

Eppure il M5S ci sta mostrando in maniera molto cruda tutti i limiti di internet se utilizzato come strumento principe per la comunicazione e la deliberazione politica. Io inorridisco di fronte all’attesa dei giornali per il comunicato stampa serale sul post di Beppe Grillo; mi vergogno degli articoli modellati sui post che appaiono sui profili Facebook degli eletti, se non addirittura nei loro commenti; e mi danno un senso di fastidio anche l’orgia di foto pubblicate su twitter e i commenti oziosi sulle sale per fumatori di Palazzo Madama. Intendiamoci: per migliorare il mondo bisogna partire dalle cose piccole, ma fatico a comprendere il senso di una polemica su twitter per il prezzo del caffè a 70 centesimi mentre il tuo gruppo parlamentare si rifiuta superbamente di scegliere tra candidati assai diversi per la presidenza del Senato. E poi le dirette streaming e le decisioni prese tramite gli i “like” su Facebook e i commenti di un blog: tutte forme perverse di decisione popolare, buone tutt’al più per mettere a morte un Gesù Cristo post-moderno contro il nuovo Barabba.

A me sembra che con questi nuovi mezzi di condivisione, il Grande Fratello si sia infine impossessato della politica e la stia violentando con l’avvallo di tutto il pubblico pagante. E’ davvero questo quello che vogliamo? Ci sono modi molto migliori per usare internet. Io non sono contro l’utilizzo dei blog, di twitter e di altri social media, anzi: sono mezzi straordinariamente utili, a patto che rimangano strumenti di supporto, mezzi, per l’appunto, anziché essere essi stessi i fini ultimi di tutta la vita politica.

Tweets

(Peanuts sul Post via Manteblog)