Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Tag: unimondo

Un caos geopolitico

Questa mattina ho pubblicato un articolo su Unimondo. Inizia così: Da gennaio, quando i ribelli del movimento Houthi hanno attaccato il palazzo di governo e hanno sciolto il Parlamento, nello Yemen regna il caos. Durante le ultime settimane la situazione è precipitata: i ribelli, storicamente collegati al Al Qaeda, hanno preso il controllo delle principali città del Paese. Per leggere tutto l’articolo seguite questo link.

I valori democratici dell’Europa nel ventunesimo secolo

Ho scritto un articolo per Unimondo partendo dall’osservazione che nelle settimane che hanno seguito gli attentati di Parigi tantissime persone, partiti e dei movimenti politici in Europa hanno fatto a gara a chi è più Charlie di tutti. Nell’articolo spiego che tra le manifestazioni in difesa dei valori democratici europei ci sono anche quelle del movimento “Pegida”, o Patriotische Europäer gegen die Islamisierung des Abendlandes (“Europei patriottici contro l’islamizzazione dell’Occidente”). Quel che vorrei dire è che dovremmo distinguere tra i diversi modi di appropriarsi di Charlie e comprendere meglio quale sia davvero la natura dei valori democratici che caratterizzano la nostra Europa. Perché sarebbe un disastro lasciare che questo dibattito sia lasciato alle parole sciolte e concitate di movimenti come Pegida, o di altri partiti che in Italia come altrove fanno leva sull’insicurezza e le paure dei cittadini per risvegliare i nostri istinti più bassi.

Palestina

Ho scritto un articolo per Unimondo sul riconoscimento internazionale dello Stato palestinese: qui. And shortly before the European Parliament’s vote on the recognition of the State of Palestine I published an article on the same topic, in English. In the article you might find some information you did not know before – e.g. did you know that 130 states already recognise a Palestinian State and only four of these belong to the EU? Spoiler: they are Hungary, Slovakia, Poland, and Sweden.

A few things I have published

It’s publishing time. After a long period focusing on my PhD project, I am now working hard on to revise and get published some old and some new stuff. Today openDemocracy was so kind to put online a short piece I have written on why regional and provincial governments might invent a progressive tradition in order to justify claims to self-government. This is how the article looks like

Civil rights: playing the territorial card
May 8th, 2014
Sub-state institutions may claim that they need self-government in order to maintain their distinct progressive tradition while, in reality, the distinct progressive tradition is often created in order to justify claims to self-government.

If the article is not too bad, that’s mainly due to my friend Iris, who helped me making the contents a bit more clear also for those who are not into politics.

For Italian speakers, in the last few months I did not advertise the articles I have published on Unimondo. But now it’s time to do that again. Some are not too bad, I have tried to be funny and a bit original. Here’s a small selection.

Russi di tutto il mondo unitevi!
30 Aprile 2014
La dottrina del Presidente Putin sull’ingerenza russa oltre confine “per proteggere i cittadini e i compatrioti” è molto pericolosa e spaventa le ex Repubbliche sovietiche

Fine vita, tra diritti individuali e voglia di indipendenza

20 Marzo 2014

A sostegno delle rivendicazioni di indipendenza di varie regioni nel mondo non arrivano i carri armati come in Crimea, bensì le leggi a sostegno dei diritti, dall’immigrazione all’eutanasia.

Scozia libera! Il referendum entra nel vivo
20 Febbraio 2014
18 settembre 2014, la Scozia sceglierà l’indipendenza? Batterà così moneta, avrà un suo esercito, chiederà di aderire all’UE? Tutte le questioni di un passaggio storico.

Cina, il calcio è l’ultima frontiera
04 Febbraio 2014
Nelle Olimpiadi del 2008 la Cina era in cima al medagliere. Oggi è stabilmente la seconda economia del mondo. Ma nel calcio è surclassata dai vicini /nemici del Giappone. Adesso si corre ai ripari.

Oleodotti

Due miei articoli pubblicati di recente su Unimondo. Parlo di Canada, Stati Uniti, sabbie bituminose, oleodotti e nativi americani.

Corte Suprema e Australia

Con l’arrivo dell’estate mi sono sentito libero spaziare. Su Unimondo sono quindi comparsi tre miei articoli piuttosto originali, che mi sono dimenticato di pubblicare qui – fino a oggi. Il primo, di Corte Suprema, diritti e politica potrebbe interessare Stefania e i giuristi. Gli altri due, di Australia, economia e bolle speculative, sono dedicati a Marco e Tommaso, che hanno passato rispettivamente 9 (?) e 5 mesi tra Melbourne e Adelaide.

Ricostruire

La pubblicazione su Unimondo di oggi del mio articolo sul campo di volontariato in Slovacchia é l’occasione propizia per condividere qualche altra foto da quell’esperienza. E così chiudo, simbolicamente,  anche questo capitolo e ne apro uno nuovo: sono arrivato a Firenze dove, se tutto va secondo i piani, potrei rimanere davvero a lungo.

Memo, prigioni, fondi europei

Tre articoli scritto per Unimondo che non avevo ancora pubblicato su questo blog. Il primo, scritto a inizio maggio, su una comparazione tra la lenta rinascita del partito che ha perso le ultime elezioni negli Stati Uniti con l’interminabile agonia dei partiti italiani, incapaci di disegnare nuovi orizzonti e di adattarsi alle sfide del presente – figuriamoci a quelle del futuro. Il secondo articolo, scritto sempre a maggio, sul turismo della memoria in Irlanda del Nord come in Trentino. E’ una questione complessa e affascinante, che tocca alcuni problemi morali ma anche valutazioni di natura strettamente economica. Alla fine mi sembra che siano sempre queste ultime a prevalere. Infine, a giugno ho scritto un articolo sui fondi dell’Unione europea per la cooperazione internazionale. Era un tema che stava a cuore a Piergiorgio e mi sembrava utile affrontarlo da una prospettiva di larghi orizzonti che includesse anche le scelte degli ultimi tre governi italiani – Berlusconi, Monti, Letta – e quelle degli altri Stati europei. Per la cooperazione internazionale il quadro che ne emerge mi pare migliore di quello che avevo immaginato quando iniziai a scrivere l’articolo.

Rallegratevi!

Questo é un articolo che ho avuto in canna per molto tempo. Dico quello che penso sui sindacati e sul mercato del lavoro. Piergiorgio mi ha dato l’assist ideale per pubblicarlo e ora eccolo qui. Mi fate felice se lo leggete: quando ci vediamo ne discutiamo assieme.

Thatcher e primo maggio è come mettere insieme il diavolo e l’acqua santa, l’icona del liberismo selvaggio e la piazza dei sindacati dei lavoratori. Una piazza però, ad esclusione del concertone, sempre più vuota di giovani.Piazze piene di anziani e pensionati, vuote di giovani, con i quali i sindacati non comunicano più da anni. Cgil, Cisl, Uil, Fiom sono sigle trapassate per una generazione che vive con insofferenza le interminabili contrattazioni sul tema degli esodati, le battaglie furibonde sulle pensioni e la difesa a oltranza dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Tutti argomenti estranei ai giovani di oggi, che lavorano solo con tirocini e contratti a progetto e che in pensione potrebbero non andarci mai. La crisi di rappresentanza di coloro che sarebbero naturalmente preposti a dare voce alle istanze dei più giovani è drammatica. Il fallimento del liberismo thatcheriano non trova pronta la sinistra che rischia di morire sotto quelle macerie. Leggi tutto.

Tra passato e futuro

Il mio ultimo articolo per Unimondo sul ruolo e la ristrutturazione dei rifugio alpini: un tema caldo,  che riflette convinzioni legate a temi di principio, quali il progresso e l’approccio alla montagna.

C’erano uno volta i rifugi alpini, riparo spartano eppur salvifico per gli alpinisti di tante generazioni, simbolo di un turismo dei tempi passati e manifestazione tangibile di accoglienza. I rifugi di una terra di montagna come il Trentino furono costruiti attorno alla fine dell’Ottocento: erano semplici, anche perché c’era un limite al carico che i muli potevano portare in quota e in fondo, per le condizioni del tempo e del luogo bastavano legno e pietra per costruire un riparo accogliente. Oggi, tuttavia, i rifugi alpini hanno bisogno di una spolverata. Leggi tutto l’articolo su Unimondo.