Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Tag: unimondo

Sul Borussia Dormund e il calcio globale

Probabilmente inconsapevoli del fatto che non faccio il tifo né per l’una né per l’altra squadra, i miei amici canadesi mi stanno scrivendo numerosi per complimentarsi dei successi europei di Juventus e Milan (la “remuntada” del Barcellona non c’era ancora stata). Nella sua piccola quotidianità, forse poiché per la mia natura da bastian-contrario rimango propenso a gufare contro le italiane in Europa, rimango relativamente indifferente a questo fenomeno. Sarà anche che si tratta di una delle manifestazioni maggiormente tangibili di quel processo di omogeneizzazione dei prodotti culturali, dalla Coca-Cola ai Simpson e Hollywood, che ho studiato per alcuni anni all’università. Lo sport, con tutte le sue funzioni pratiche, rituali e simboliche, rappresenta sicuramente una delle dimensioni più interessanti di questo processo di globalizzazione. Leggi il resto dell’articolo su Unimondo.

Germania, matrigna o guida?

La campagna elettorale italiana ha visto come convitato di pietra la Germania di Angela Merkel, tirata in ballo dall’imbarazzante propaganda berlusconiana ma anche dalle critiche di alcune parti della sinistra, avverse alle politiche rigoriste imposte dall’Europa per affrontare la crisi. La nostra immagine della Germania è conforme alla realtà? È certo che per capire il contesto odierno – e quindi per orientare con consapevolezza le proprie scelte anche al momento del voto – occorre guardare oltralpe senza pregiudizi ma pure senza sconti. Leggi tutto il mio articolo di oggi su Unimondo.

E grazie a Letizia, che mi ha spinto a indagare questo tema affascinante.

Bulgari e Rumeni, state alla larga

Il mio ultimo articolo per Unimondo si intitola Non venite in Gran Bretagna!

 

Proposta “sciocc” dal governo britannico: per disincentivare l’afflusso degli immigrati nel Paese si sta valutando la possibilità di lanciare una campagna negativa per inculcare in chi vorrebbe trasferirsi in Gran Bretagna l’idea di ritrovarsi in una terra inospitale che non promette nulla di buono. Così sembra andare l’Europa, ormai priva di una coscienza comune e di un progetto capace di allettare i propri cittadini. Il tema immigrazione è una questione sensibile che dovrebbe interessarci tutti ma che invece è lasciata all’iniziativa, a volte fantasiosa a volte pericolosamente razzista, dei singoli Stati.

Unimondo cambia

Unimondo, l’NGO per cui scrivo da ormai un anno, ha appena cambiato direttore. Il nuovo responsabile é Piergiorgio, un amico di grandissima sensibilità. Nel suo primo articolo da direttore, Piergirgio scrive molte cose che vorrei condividere con voi; in particolare queste:

Continueremo nel solco di una tradizione consolidata. Attenzione ai nostri grandi temi: ambiente, diritti umani, sviluppo (sostenibile e alternativo), politica. Già, la politica. Siamo a un mese dalle elezioni nel nostro paese, “elezioni regionali” le ha chiamate qualcuno in quell’unica nazione che è ormai il mondo intero, globalizzato e interdipendente. Unimondo è di parte. Rivendica di essere di parte. Ma non di partito. Prendiamo posizioni chiare, senza avere paura di scontentare qualcuno. Tuttavia non ci leghiamo a nessuno schieramento. Certo, il populismo e l’impresentabilità della destra italiana come almeno si è presentata negli ultimi anni ci spingono chiaramente a stare dalla parte opposta, come l’arretratezza culturale e la chiusura xenofoba di certi partiti per troppo tempo al governo del paese sono incompatibili con la nostra sensibilità. Non solo, sono fuori dalla storia. Eppure la paura dell’altro, la logica dello scontro e l’incapacità di immaginare scenari nuovi – che però possono mettere in discussione alcune consolidate certezze -sono ancora in grado di attirare il consenso dei cittadini.

Rispetto agli anni scorsi, quando l’opposizione al berlusconismo si trovava unita da una sola parte, oggi il quadro è più frastagliato e ci sono almeno due poli, quello rappresentato da Bersani e quello da Monti, che raccolgono almeno parte della nostra sensibilità. Alcuni simpatizzanti di Unimondo militano in questi due campi, altri ancora nell’area riunita intorno ad Ingroia: crediamo che in tutte queste coalizioni ci siano candidati meritevoli di sostegno e di attenzione.

A proposito di Unimondo: mi ero dimenticato di condividere con i lettori di questo blog i miei ultimi tre articoli. I primi due sono stati scritti a dicembre e costituiscono un dittico sull’economia e la politica estera canadese. L’ultimo é sulla Grecia e le sue politiche verso gli immigrati in tempi di crisi. Tutti questi articoli sono stati piuttosto apprezzati e condivisi dai lettori del portale. Mi farebbe piacere se anche voi ci deste un’occhiata.

Una sintesi delle mie ricerche recenti

Il mio primo articolo da Bruxelles per Unimondo é stato pubblicato una decina di giorni fa, ma mi ero dimenticato di linkarlo. Lo faccio adesso: si tratta di un articolo più personale dei precedenti e credo, spero, che possa interessarvi.

Dall’inizio della crisi abbiamo assistito a una costante ricerca di un nuovo equilibrio nei tradizionali meccanismi di rappresentanza nazionale. Uno dei principali effetti, fino ad ora, è stato il drammatico crollo di fiducia nei tradizionali meccanismi democratici, che ha avuto effetti diversi nel continente. In molti stati europei i candidati uscenti sono stati spesso sconfitti alle urne, mentre a vincere sono stati soprattutto i partiti nazionalisti e fascisti capaci di trasformare la disaffezione in odio: il Fronte Nazionale in Francia e Alba Dorata in Grecia, per esempio. Leggi tutto.

Intanto, in questi sette giorni Unimondo pubblicherà due miei approfondimenti sull’economia e la politica estera del Canada.

Regionalismo, migrazioni, identità

Il mio articolo per Unimondo pubblicato ieri, in concomitanza di quest’altro articolo su temi analoghi.

Fosse un calciatore, il regionalismo sarebbe uno di quei giocatori che segnano a ripetizione venendo celebrati da tutti i media, poi scompaiono completamente per qualche partita, per poi tornare mettendo a segno un’incredibile tripletta. Perdonateci il paragone azzardato; ma la metafora calcistica rende alla perfezione l’altalena di successo che ha riscosso il regionalismo europeo nel corso dell’ultimo ventennio.

Politici bugiardi

Il mio ultimo articolo per Unimondo su fact checking, fact checkers e politica.

Anche durante questa campagna elettorale dati, cifre e fatti hanno ricoperto un ruolo centrale. La maggiore polemica è stata quella innescata dall’articolo di Niall Ferguson pubblicato su Newsweek e interamente costruito su una serie di dati falsi o, quantomeno, molto controversi. Il partito Democratico, in particolare, accusa i rivali Repubblicani di utilizzare dati falsi per depistare gli elettori. Queste polemiche riguardano ogni tipo di affermazioni, da quelle di interesse pubblico a quelle, per così dire, legate alla sfera privata. Esemplare in questo secondo ambito il caso del candidato vice-presidente repubblicano Paul Ryan, che nel corso di un’intervista dichiarò di aver corso una maratona in meno di tre ore. In realtà ne aveva impiegate quattro e oltre, come fu appurato dai fact checkers. La credibilità di Paul Ryan ne uscì piuttosto malconcia. Non è un caso che alla convention democratica di settembre uno dei passaggi di maggior successo del discorso di Bill Clinton è stato proprio quello relativo all’incapacità dei Repubblicani di farsi dettare l’agenda dai fact checkers.

Latinos for Obama 2012

Il mio ultimo articolo per Unimondo.

Un boom demografico: cosi è stata definita la crescita del gruppo dei Latinos rispetto al complesso della popolazione statunitense dal Census Bureau. Secondo i dati del Censimento 2010, infatti, gli ispanici, costituiscono il 16,3% della popolazione statunitense, superando ormai i 50 milioni di unità e mostrando un aumento del 43% rispetto alla rilevazione precedente, quella del 2000. Si tratta di una crescita rapidissima, un vero e proprio boom demografico per l’appunto. Se questo trend di crescita rimanesse invariato, entro il 2050 gli ispanici arriverebbero a rappresentare oltre un terzo della popolazione statunitense. Già oggi, nel frattempo, un abitante su sei è di origine latina.

Su identità e economia

Oggi su Unimondo il secondo articolo sulla spinta nazionalista catalana.

Per comprendere la rinascita del nazionalismo catalano è essenziale capire da dove vengano i problemi con cui ci stiamo confrontando oggi. Abbiamo già parlato delle spinte identitarie, ma forse l’evolversi della situazione verrà decisa da altri parametri. Da un punto di vista economico la Catalogna produce l’8% del PIL spagnolo; come e più di tante altre regioni autonome in Europa (Alto Adige, Scozia, Baviera), la Catalogna è una forza economica. Si tratta di una regione che fornisce un contributo fondamentale all’economia spagnola; l’equivalente della Lombardia per l’Italia, del Baden-Württemberg per la Germania, e del Rodano-Alpi per la Francia.

Leggi il resto su Unimondo.

Sulla Catalogna

E’ uscito oggi su Unimondo il primo di due miei articoli sull’indipendenza della Catalogna.

Come in una partita a scacchi per l’indipendenza, la Catalogna da due settimane a questa parte tiene sotto scacco il governo di Madrid. È il risultato di una mossa spettacolare per tempistica e portata, i quasi due milioni di persone che hanno sfilato per le strade di Barcellona invocando con una forza senza precedenti la secessione dalla Spagna. Il rinato indipendentismo catalano stravolge una sfida che i debiti del governo locale sembravano aver indirizzato verso un lungo periodo di predominio di Madrid.

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