Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Tag: utrecht

Freaks

Utrecht Central Station has become a war zone. It is like the survival of the fittest; the massive construction work all over the place has made people into beasts, including myself, shamelessy placing any bikes not locked onto things sticking into the ground in other, shitty spots, or more like throwing them away wherever, so your own bike can be placed in their nice spot. The world is quite fascinating once you work fulltime. The whole routine of stations and trains is a world on its own. I noticed that train people working in The Hague are quite different than train people to Amsterdam, where I had my internship the first half of this year. People working in Amsterdam are hip, cool, young, relaxed, they look healthy, wear bright colours and talk loudly. People working in The Hague look faded, exhausted, old, and grey. I think it’s because they work for the government. I already earned my reputation here. I am wearing my colored panties as much as I can, my red skirts and printed dresses, and I put on my blue mascara, so my colleagues already love me (next to being shocked). I am trying to conquer the greyness in this way.

Next time I will write you about my new theory that people do not stem from apes, they are in fact secretly related to ducks.

Iris

Koninkrijk

Thanks to my Canadian friends who are kind of becoming my second family. This time around it has been a sneaky unplanned 8 hour nightrush in Utrecht. Much warmer than the last time I was there. No matter how, why and when, it always feels like home with you guys.

Diario di un viaggio in Olanda: day one

30 dicembre

Lorenzo e Fabio a Trento, Marco, Teddy e Patrick da Bologna, una Multipla da Bolzano, obiettivo ultimo: Utrecht.

9.45: Marco, Teddy e Patrick sono arrivati a Trento. Ci muoviamo. Abbiamo due ore di ritardo sulla tabella di marcia.

10.15: La segnaletica preannuncia neve tra Vipiteno e il Passo del Brennero.

10.35: Nevica.

11.10: Nevica moltissimo. Praticamente bloccati per la strada, cumuliamo già un ritardo galattico.

13:25: Baviera, finalmente. Cadono ancora fiocchi sparuti, ma il cielo e’ ora luminoso e la strada pulita.

16.30: Due ore a tutta non bastano a ricucire il ritardo. Siamo bloccati in una lunghissima coda prima di Stoccarda. Lorenzo suona inavvertitamente il clacson mentre siamo fermi in colonna, poi facciamo tutti la pipi a bordo strada. Fabio constata con disgusto che “siamo molto italiani”.

18.15: Superate Stoccarda e Karlsruhe. E’ notte. Puntiamo su Francoforte e poi Koln. Le autostrade tedesche sono praticamente prive di illuminazione. Teddy si sorprende nello scoprire che la Zelanda Olandese sta per scomparire, invasa dalle acque. Ci chiediamo se allora, forse, la Nuova Zelanda tornerà ad essere solo Zelanda.

19.50: Siamo stravolti. Teddy e Patrick dormono nei sedili posteriori, Fabio e Lorenzo si alternano alla guida, Marco prova a tenere alta la concentrazione parlando di cantanti trentenni alcolizzati, piadine e free software.

20.35: Teddy si risveglia bruscamente e chiede se siamo a Baduz.

22.15: Olanda, finalmente. Ci fermiamo in una piazzola dopo il confine e brindiamo con delle Red Bull. Una macchina accosta e spara quattro razzi nel cielo. Segnali positivi, ripartiamo effervescenti.

00.35: Siamo arrivati a casa di Jasper. All’entrata ci sono circa sessanta casse di birra. Ritrovo Jasper, Nicolas e Iris. La casa e’ una student house per venti persone a quattro piani, con ampio giardino e basement, che poi e’ il posto dove ci sistemiamo noi. Iniziamo subito a bere.

03.00: Irish pub della città con Iris. Utrecht e’ bellissima, proprio come la ricordavo. Semplice, pulita, romantica, protestante. Ora pero sarà tempo di riposare un poco. Tutti sui divani, Teddy a terra con il suo materassino.