Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Tag: via ponte alle riffe 39

1:28 and something

Smooth run – in spite of the expression of pain and dismay on our faces – and then off for a day full of polenta, black cabbage, sausages with tomatoes, orzetto alla zucca, hummus, quiche, gingerbread houses, banoffee cake, carrot cakes, time’s up, wine, grappa, and aleatico.

Un mapazzone

Too bad I don’t have a camera – so these are the only and completely scattered pictures I could secure from friends. They cover the period between the beginning of October up to now. You will find some objects, a couple of landscapes, and four cool flatmates – a bit of everything, a pastiche, un mapazzone.

Weekender: meet my Florentine family

florentine family

Talking asymmetry

Right column: books I bough in the last 30 days.
Left column: books I finished in the last 30 days.

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Morocco: mafia and Che Guevara

I spent one week in Morocco with Gianluca and Dani and we did a whole bunch of interesting discoveries. In Taghazout, where we went surfing, we found out that for some Moroccans Italy is about Mafia and Che Guevara. In Essaouira we had a new business idea about fish and grill. In Marrakech we ended up being knocked up and gommaged in the most ancient prison of the city. And in Ouarzazate we found a desert, or what remotely looked like one. Giallu and Dani have better pictures than I do. But for now I can only share mine.

Hello mister, pleased to meet ya

When I opened this blog, one of the main purposes was to keep track of the people, the places, the things. Pictures are a good way to do that. Then I realized it was getting harder and harder. Systematically sharing pictures became impossible. We now have such a proliferation of images and I receive daily feedbacks from Instagram, Facebook, Picasa, Twitter… It has become impossible to keep one tidily ordered library with all the pictures I would like to remember.

So my selection here on the blog reflects this feeling of rhapsodic disorder. It is a scattered collection of pictures that help me focusing on what happened between January and now. Not too much, honestly. There are pieces of Stefania, Anna, and friends. A lot of time in the house, maybe because I love it and I love my flatmates. And then some beautiful places blossoming in Spring between Florence and Ferrara. Summer will be more hectic, anyway.

While in Budapest

I am in Budapest. Meanwhile, my groovy flatmates are having fun in Florence as Santa came to town.

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Foglie d’autunno

Apparecchia a tavola

Something to talk about: our vegetarian dinners. You can also call waiting for Mariana.

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Radici

Pubblico spesso – il più delle volte con consenso, ma non sempre – le lettere che ricevo dagli amici. Questa volta pubblico una breve lettera che ho scritto io. Giusto per evitare di ripetere poi le stesse cose a tutte le persone con cui sono in contatto.

Questo periodo si preannuncia piuttosto intenso. Non che gli ultimi mesi non lo siano stati. Non che l’ultimo anno non lo sia stato, a ben pensarci. Dopo un periodo di enorme pigrizia verso la metà del 2012 ho  spiegato le vele e navigato veloce; ma sempre a vista. Forse per questo, ora che si aprono orizzonti più ampi, inizio a rendermi conto della nuova dimensione in cui sto entrando. Tornando a casa il fine settimana e poi tornando di nuovo verso Firenze ho riflettuto su quanto rapidamente io stia spostando le mie radici da un posto all’altro. Qui mi sento a casa, come forse non mi era mai accaduto con nessun altro posto dove ho vissuto in precedenza. Tu lo sai meglio di me: Dublino era incantevole, ma come ti ho detto tante volte non sono mai riuscito a immaginarmi a viverci per anni, come invece ha fatto Riccardo. La stessa cosa vale per Victoria, in Canada, e anche per Bruxelles, dove comunque avrei potuto rimare a lungo, per una ragione o per l’altra. A Firenze la sensazione e’ diversa. Sarà una questione di prospettive: il dottorato qui dura quattro anni. Ma ci sono anche tanti altri fattori che rendono questa transizione più veloce del normale: mi trovo in un posto bellissimo, con persone che mi piacciono molto e sono capitato in una casa straordinaria. Capiamoci completamente: a me piace Firenze e mi piace l’università dove sono. Impossibile chiedere di meglio. Non cambierei la mia vita con quella di nessun altro. Non credere che non mi renda conto di essere un privilegiato. Questo mi porta ad apprezzare ogni aspetto di questa esperienza. Allo stesso tempo, avendo aperto quello che potrebbe essere un capitolo particolarmente lungo, almeno rispetto ad altri, penso di doverlo costruire un poco per volta; senza sacrificare l’intensità che ha caratterizzato il nostro erasmus e le mie altre esperienze all’estero, tuttavia questa volta cerco di programmare a lungo termine. Forse così interiorizzo la bellezza di quello che mi sta intorno. Perché mi sono convinto che, come diceva un famoso alpinista lombardo, la vita di un uomo abbia senso soltanto se vissuta in tutto quello che si ha dentro: è lì, nella mente e nel sentimento, che vanno creati, e vissuti, i vari spazi che conosciamo.